29 Maggio 2024
L'inizio della mia passione per il camminare
Tra il passo della Cisa e Pontremoli

Ripensare a come è nata la voglia di camminare stampa sul mio viso un sorriso compiaciuto. Dal primo passo alle centinaia di chilometri percorsi, i colori, i panorami e i visi incrociati sono davvero molti. Cominciò tutto quasi per caso, un pomeriggio noioso di inizio estate. Le vacanze erano vicine, il profumo di “libertà” nell’aria, sentivo forte il bisogno di sfruttare il tanto agognato tempo libero. Non ho mai sentito nelle mie corde il passare 15/20 giorni nella medesima località di villeggiatura, stessa spiaggia stesso mare è terminato con la prima adolescenza.

La voglia di girare, di cambiare posto, di vedere paesaggi e paesi diversi sono probabilmente figli di una curiosità vorace e di una voglia di conoscere innata, alimentata dal passare degli anni. In quel momento dovevo congelare, almeno per un periodo, gli usi e costumi da “grigio pendolare” e dare ossigeno al cervello anestetizzato dalla routine. Sta di fatto che una serie di informazioni latenti nella mia testa mi fecero digitare sull’onnisciente Google: turismo lento.

Scoprire l’universo dei Cammini

I risultati della ricerca esibirono articoli interessanti, promuovendo un tipo di vacanza diversa e la crescita importante che questo modo di viaggiare stava avendo negli ultimi anni. Andare da A a B con la sola forza del proprio corpo e senza combustione, utilizzare il tempo per muoversi e non solamente per oziare. I cammini sono tra i viaggi più comuni per gli amanti del genere, su tutti il Cammino di Santiago, nelle sue numerose varianti è senza dubbio il più famoso. Da buon bastian contrario non volevo fare il più comune. Scoprii che avevamo uno splendido e meno conosciuto cammino in Italia, la Via Francigena.

La Francigena in Toscana

Il mio navigare proseguì con la lettura di alcuni articoli a riguardo, testimonianze e suggerimenti, l’idea mi incuriosiva sempre di più, pensavo spesso in quei giorni se provare o meno, anche se col senno di poi la decisione in fondo era già stata presa. La parte italiana del percorso (la via comincia da Canterbury in Inghilterra) parte dal passo del Gran San Bernardo e arriva a Roma. Il tempo per percorrerla tutta non l’avevo, dato che si parlava di 1000km divisi in 45 tappe (canoniche), elemento che sommato all’ignoto prospetto del viaggio e al timore di tornare più stanco della partenza mi fecero optare per una settimana, un tratto. Anche qui l’istinto fu padrone, l’occhio brillò su Fidenza (relativamente vicina) dove decisi di partire per giungere in sette giorni a Massa, una parte tra le più apprezzate in base alle esperienze altrui.

Stazione di Fidenza

Preparazione del materiale da portare, leggevo e m’informavo, rispolverai lo zaino dell’interrail di venti anni prima, chiamate alle strutture dove avevo intenzione di pernottare e scarico dell’ottima app gratuita. La voglia di avventura era forte, minata però da numerose paure e ansie, blocchi che verranno spazzati via dopo un paio di giorni di cammino.

Quando si prende il ritmo non ci si ferma più

Ancora non sapevo che la Via Francigena mi avrebbe cambiato il modo di affrontare la vita, non sapevo che mi sarebbe piaciuta talmente tanto l’esperienza che nel successivo anno sarei riuscito a percorrerla tutta in vari periodi (dovevo e devo far coesistere la voglia di camminare col lavoro), guadagnando una nuova fiducia in me stesso e soprattutto nel prossimo.

Questo viaggio mi regalò la consapevolezza che camminare risolve molte ansie inutili, alleggerisce lo spirito e droga naturalmente l’umore. Stare a contatto diretto con la natura, avere il cielo sopra la testa per buona parte della giornata sono condizioni ideali per l’essere umano, quantomeno sono le mie. Avevo piacevolmente scoperto che non c’è bisogno sempre di qualcuno per fare quello che vorrei, basta farlo, perché ognuno è l’artefice del proprio operato, per quanto minato e congestionato, per quanto difficile e pieno di ostacoli, la volontà di cambiare o di fare deve nascere da dentro, sempre. Quindi un passo alla volta, l’importante è partire, il resto verrà da sé.


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