20 Luglio 2024
Camminata in uno dei borghi più belli d'Italia
Veduta dal Castelliere

Un diamante incastonato sulla sponda ovest del lago d’Iseo, Lovere brilla in tutta la sua eleganza, un luogo raffinato dove passare una giornata di relax. Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, la cittadina bergamasca si muove coi suoi vicoli del centro storico e le suggestive panoramiche sul lago. Se passi da queste parti non puoi rinunciare a una visita, occhiali da sole e voglia di camminare.

Come Arrivare

In Auto

Provenendo da sud dovrai dirigerti verso l’imbocco dell’autostrada Torino Trieste A4/E64, fino all’uscita Bergamo – Aeroporto Orio, da Milano senza traffico ci impiegherai 45 minuti. Qui gira a destra sulla SS 671 dopo circa 8 chilometri cambierai statale, diventerà la SS 42. Le indicazioni sono piuttosto chiare, Val Camonica, Sarnico e ovviamente Lovere la tua direzione. Troverai l’uscita per la tua destinazione, da Bergamo sono circa 45 km, indicata chiaramente. Una decina di minuti prima di girare a sinistra su Via Nazionale, subito uno scorcio di lago, via G. Paglia e alcuni parcheggi sulla destra dove terminare il viaggio a motore.

Mezzi Pubblici

Dall’area milanese partono molte soluzioni per raggiungere Bergamo, in ogni caso il capoluogo lombardo sarà la meta per tutti dove prendere il bus. Dalla stazione bergamasca pochi passi a piedi per raggiungere quella dei bus, da qui dovrai cercare il pullman direzione Costa Volpino/Piano. Poco più di un’ora per arrivare al borgo sull’Iseo. Il trasporto è gestito dalla società Bergamo trasporti, qui il sito.

Corridoio verso il Lago

Storia

La matrice celtica sul territorio attesta le proprie tracce tra il secolo V e il III avanti Cristo, con la costruzione di un primo agglomerato abitativo. Qualche passo in là nel tempo grazie a molti reperti che connotano un’epoca romana particolarmente florida. Una serie di tombe furono ritrovate nel sottosuolo, constatando una comunità presente e numerosa. Una cospicua quantità di monete, conservate ora nel museo archeologico di Milano, è conosciuta come il tesoro di Lovere e rappresenta un ritrovamento di particolare valore storico.

Con la fine dell’impero romano, la zona come gran parte del nord Italia, fu vittima delle orde di barbari che arrivarono dal nord Europa. I longobardi furono padroni dell’area lombarda sino a (quasi) fine VIII secolo. Attorno al 1200 il furioso periodo di scontri tra guelfi e ghibellini, portò ad erigere molte fortificazioni, ancora presenti sul territorio, come torri e muraglie. A seguire l’insediamento francese e lo sviluppo dell’epoca medievale.

Passaggio in Centro

Attorno al 1400 la repubblica di Venezia, nuova padrona del territorio, collocò la comunità sotto la giurisdizione bergamasca. La dominazione durò fino alla fine del settecento, attraversando secoli di grande fermento e attività lavorative che portarono Lovere in gran splendore economico. Col passaggio al regno lombardo veneto cominciò un’intensa attività industriale, connotando il territorio come zona ad alta stabilità economica.

Negli ultimi decenni è in atto una volontà delle amministrazioni comunali e provinciali per valorizzare il territorio, pregno di una Natura splendente e di molta cultura. Il turismo oggi è una risorsa importante per il comune bergamasco.

Accademia Tadini

Uno dei musei più antichi della Lombardia ha sede proprio a Lovere. Fondato nel 1829 dal grande appassionato d’arte, il veronese Conte Luigi Tadini, il quale pubblicando il proprio testamento costituì l’istituto di Belle Arti. Nel complesso sono ad oggi attive, una scuola di disegno, una di Musica, una galleria d’arte e una biblioteca.

Porticato sotto l’Accademia

Il nobile si prodigò anche nella costruzione del palazzo, pregno dello stile neoclassico in voga all’epoca. Di particolar rilievo per l’attuale collezione, fu l’amicizia tra il conte e Antonio Canova. Si conobbero durante un viaggio di Tadini a Roma, il figlio del nobile colpito dalla produzione del maestro pubblicò poco dopo un volume raccolta delle opere del famoso artista. Canova si sdebitò regalando un bozzetto della futura opera dedicata a Clemente XIII. 

La famiglia Tadini negli anni successivi acquistò molte altre creazioni del Canova, facendo dell’accademia una culla dell’operato dello scultore al pari di Brera. Tra le altre beltà del museo, di particolar rilevanza sono la collezione di porcellane, tra le più preziose di fine ottocento, e la serie di reperti antichi comprati dal Tadini durante un soggiorno nel regno di Napoli. Si tratta di oggetti risalenti al periodo dell’impero romano.

I dipinti donati dal Tadini risalgono per la maggior parte all’600 e al ‘700. Nei decenni successivi, molte famiglie della zona e non, donarono numerose opere all’accademia, costituendo una vera e propria sezione dedicata all’ottocento. La biblioteca presente è un’ulteriore dimostrazione della filantropia del nobile, il quale popolò di settemila volumi gli scaffali della libreria, consegnandoli ai posteri con l’espressa volontà di “consacrarli all’uso e non al lusso”. Chapeau.

Santuario delle Sante Capitanio e Gerosa

Hiking

Lasciata l’auto ai bordi del parco Fanti D’Italia riempio le borracce e penso che fare subito la parte più faticosa sia la scelta migliore, indi su per le viuzze verso il Castelliere Gallico. Salita leggiadra per via Veneto e via Nazario Sauro, sino ad incrociare l’antica via San Maurizio. Una scalinata sale per via del Castelliere, i tornanti sono pochi ma la pendenza accorcia il fiato. Dopo una ventina di minuti e l’ultimo tratto di strada sterrata arrivo ai ruderi della fortificazione, niente di particolare alla vista ma il contesto è tranquillo, il rimando al passato dona fascino alle immobili pietre.

Scendo lentamente per godermi i begli scorci sul lago, senza fiatone è più semplice immortalarli. Una decina di minuti per ammirare il Santuario delle Sante Capitanio e Gerosa, edificato negli anni ’30 del secolo scorso secondo il progetto dell’architetto Chiappetta e dedicato alle due sante che fondarono una congregazione di suore. Una visita all’interno è d’obbligo, i mosaici composti dall’artista bergamasco Arzuffi sono molto belli. Nei pressi del santuario, dopo una breve salita si trova la Torricella, residuo del XI secolo della cinta medioevale.

Torre Civica

Ritorno in zona santuario e in tre minuti sono nel fulcro del centro storico di Lovere, la piazza Vittorio Emanuele II con la Torre Civica che svetta sull’abitato. Si può salire gratuitamente lungo la scalinata per porta alla cima della torre del XV secolo. Qualche affresco all’interno e ridotte (per via delle piccole finestre) visuali sul lago dall’alto. Tornato sulla strada percorro per un breve tratto la via Cavour per giungere alla chiesa di San Giorgio, la più antica della città. Tre navate e secoli di passaggi, tra devozione e storia del paese.

Nei carruggi del centro non mancano i locali dove rifocillarsi e passare una mezz’oretta a rimirare il passaggio delle altre vite. Io mi accontento di una focaccia in un accogliente panetteria. Più energico riprendo il cammino verso il Monastero di Santa Chiara, per il quale è impegnata una fondazione per restaurare l’interno e suoi numerosi dipinti. Passo l’ospedale di Lovere, struttura quasi centenaria, per arrivare alla basilica di S. Maria in Valvendra, opera imponente e d’importanza regionale.

Mosaico all’interno del Santuario

Fatto il pieno di opere religiose torno in un contesto più urbano e vacanziero, lungo lago a osservare piccole imbarcazioni che si godono il leggero ondeggiare e la giornata di sole. Passeggiando verso sud incrocio il piccolo museo civico di scienze naturali, breve passaggio nei pressi del comune e di Villa Milesi. Piazza XXIII Martiri abbraccia la linea del lago, la forma a semicerchio attorno al monumento alla libertà è molto affascinante.

Il lungo lago è un morbido percorso, poche centinaia di metri sino a piazza Garibaldi, altro contesto storico e centrale della vita loverese. Accanto l’Accademia Tadini, museo tra i più rilevanti e antichi del nord Italia. Bevo qualcosa in un bar vicino e credo di essermi meritato un bagno refrigerante. Lungo la riva di Lovere non è consentita la balneazione, riprendo l’auto per pochi chilometri fino al Lido di Castro. Parcheggio comodo, praticello e lago pulito.

Lido di Castro

Castelliere Gallico

Discordanti le informazioni sull’origine dell’area. Wikipedia lo colloca tra il III e il V secolo a.c., studi recenti in era medievale. Si tratta di una fortificazione militare, gli scavi prodotti negli ultimi anni hanno fatto riemergere pochi reperti, tutti attribuibili all’età di mezzo, dando valore all’ipotesi che la struttura fu realizzata attorno al 1400

Il contesto più congruo è la guerra di Lovere e Valle Camonica, condotta da Pandolfo Malatesta per mantenere la leadership sui distretti di Bergamo e Brescia, in particolar modo l’assedio di Lovere del 1414. 

La sua posizione altamente strategica, rendeva il colle un luogo dove controllare le vie d’accesso alla Val Camonica. Posto a 300 mt di altitudine, alle pendici del monte Cala il sito è in un’area boschiva alla fine della via San Maurizio, una delle più antiche della città. Le murature ancora visibili sono costruite a secco, nel 2013 un lavoro di restauro ha recuperato l’area rendendola fruibile dai visitatori

Consiglio un breve passaggio, oltre che per respirare storia anche per godere della veduta privilegiata sul lago d’Iseo.

Basilica di S. Maria in Valvendra

Consacrata nel 1520, la basilica vide terminare i lavori di costruzione nel 1483, dopo solo 10 anni dall’inizio. Voluta da alcuni ricchi artigiani dell’epoca come voto di fede alla Madonna, rimangono ignote le menti che hanno pensato la planimetria, si presume fossero degli architetti di grandi abilità data la particolare posizione dove è eretta. La Basilica sorge lungo un declivio della Val Vendra, con pendenza attorno al 10-12%. 

L’edificio passò nei decenni attraverso la gestione di vari ordini religiosi. Durante il periodo napoleonico, la chiesa fu sconsacrata adibendola a ricovero dei cavalli, lasciando la basilica in uno stato di semi abbandono. Nei primi anni dell’ottocento furono impiegati notevoli sforzi per restaurare l’edificio, in seguito a una seconda consacrazione nel 1801. Altre opere importanti di restauro avvennero nel decennio ’20 – ’30 del novecento e più recentemente coi lavori della facciata terminati nel 2014.

La basilica è una delle più grandi della diocesi di Brescia, concepita con uno stile gotico poi virato in rinascimentale. Notevole il valore artistico degli affreschi, realizzati tra gli altri da Bonvicino, Ferramola e Pietro Marone. L’ingresso è posto 8 metri sotto il livello della strada, all’interno sono presenti tre navate e una pianta molto ampia (50×80). Nove cappelle affrescate donano ulteriore lustro e prestigio a una vera e propria chicca dell’arte lombarda.


Lungo Lago

Una piacevolissima camminata in una cittadina dal netto sapore turistico, clima rilassato e molta cultura. Lovere è una delle località da non perdere sul Lago D’Iseo, un piccolo borgo che conserva in modo curato la storia del nostro paese. Vedute sul lago rilassanti da qualsiasi latitudine, strutture secolari che raccontano passione e fede, viuzze caratteristiche e accoglienti, ricche di locali e piccoli negozi. Organizzati e passa una giornata a Lovere, la ricorderai con piacere.

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