22 Aprile 2024
Hiking ubano in una delle città più grandi dell'hinterland milanese.
Villa Ghirlanda Silva

Città dormitorio? Agglomerato urbano costruito intorno alle fabbriche? Cemento e asfalto? In realtà Cinisello Balsamo porta con sé una storia radicata nei secoli, tracce delle virtù dei nostri avi sono ben presenti in città. Anche in questo caso proverò a spostarmi lateralmente dalla visuale comune, cercando di guardare uno scenario metropolitano, di solito lontano dall’escursione, con occhi curiosi e voglia di conoscere. Scarpe comode e testa alta, come on.

Come Arrivare

Cinisello Balsamo si trova alle porte di Milano ed è ben collegata a tutte le principali arterie stradali che portano al capoluogo lombardo. Ci sono uscite per la cittadina sulla tangenziale nord e sull’autostrada Torino Trieste E64. Una delle linee del tram, la 31, collega il comune con Piazzale Lagosta. La vicinanza con Sesto San Giovanni offre la possibilità di arrivare a Cinisello anche con la metro, dal capolinea Sesto FS parte un bus per la città.

Piazza Gramsci

Cinisello Balsamo nella Storia

Cinisello e Balsamo sono nati come comuni separati con una storia simile ma comunque propria. I primi reperti risalgono a circa 2000 anni fa, l’epoca romana ha lasciato dei chiari segni di centuriazione, con i due assi principali che si incrociavano in corrispondenza dell’attuale chiesa di Sant’ Eusebio. Il piccolo edificio religioso fu costruito dalla popolazione di Cinixellum dopo la morte della regina Teodolinda, a metà del settimo secolo.

Al termine della pestilenza, attorno al 1630, la comunità cresciuta nelle unità decise di costruire una chiesa più grande per celebrare la fine della peste, la chiesa in questione fu la futura Sant‘Ambrogio. Il secolo successivo, sotto la denominazione austriaca i comuni vennero annessi alla provincia di Milano, pur rimanendo religiosamente legati alla pieve di Desio.

Villa Casati Stampa

Nel 1809 ci fu una prima unione sotto la dominazione napoleonica, durò fino alla caduta dell’imperatore poiché i balsamesi rivendicarono la propria autonomia. L’unificazione definitiva avvenne il 13 settembre 1928 in epoca fascista. L’unione dei due comuni fu origine di molti malumori, soprattutto degli abitanti di Balsamo, i quali venivano a perdere (secondo loro) la propria identità. Nel dopoguerra la storia ci racconta dell’importante emigrazione verso tutto l’hinterland milanese. Il flusso cambiò la conformazione della città espandendo i quartieri, con il passaggio da attività agricole a una realtà più indirizzata industrialmente.

La crescita demografica fu esponenziale nel Novecento, data la vicinanza con le grandi aziende di Sesto e alle attività milanesi, le richieste di abitazioni diventò cospicua. La Conseguenza naturale è l’urbanizzazione attuale. Nel secolo scorso Cinisello Balsamo divenne uno dei paesi della provincia di Milano con maggiori abitanti, toccando gli 80.000 negli anni Ottanta. Ora la popolazione si aggira attorno ai 75k.

Hiking in Cinisello Balsamo

Parcheggio l’auto davanti a un vivaio sulla via Giordano. L’aria è fredda ma il sole invernale scalda un poco, la giornata è piacevole e la voglia di scoprire non manca. Costeggio una muraglia sulla via Robecco, pochi metri per arrivare all’ingresso di Villa Ghirlanda. Mi addentro e capisco subito l’importanza del parco in un contesto cittadino, un angolo verde per evadere temporaneamente dal grigiume urbano.

Obelisco

Il parco è ben tenuto, supero una costruzione recintata e con una bella facciata, poi un obelisco, mi trovo dinanzi alla villa. L’edificio è di rappresentanza, il crema e il rosso mattone si fondono con gusto col verde della vegetazione circostante. Il prato dinanzi è un orpello ben realizzato, con statue e siepe armoniche nel paesaggio. Carica verde prima di immettermi nel centro cittadino. Proseguo verso la facciata frontale dove è situato il museo di fotografia contemporanea.

Esco su via Frova di fianco alla scuola civica di Musica. Miro a sinistra per intravedere la chiesa di Sant’Ambrogio, qualche foto al campanile e proseguo per vedere l’edificio davanti. Mi trovo nella piazza Gramsci, la principale di Cinisello. La piazza è ampia e quasi completamente pedonale, vero e proprio centro e ritrovo della città, un’agorà moderna con flussi antichi e abitudini contemporanee. Pausa caffè e ripartiamo. Veloce passaggio per le vie nei pressi della piazza, Via Garibaldi, Via Cavour e Via Villa, scrutando locali e negozi. Da notare le storiche corti segnalate dai cartelli con la propria denominazione, la Vecchia Cinisello.

Via Libertà

Imbocco Via Libertà, sole in faccia sulla linea che una volta divideva Cinisello da Balsamo, spartiacque di una differenza ormai consumata. Via Casati e sono in Balsamo, poche centinaia di metri per Piazza Soncino, dove si trova la villa seicentesca Casati Stampa e la Chiesa moderna di San Martino. Mi dirigo verso il santuario di Balsamo, attraverso viale rimembranze, una volta chiesa principale del comune distaccato.

L’edificio è in stile neoclassico, consacrato nel 1911 ha origini ben più antiche. Già nel tredicesimo secolo una struttura ecclesiastica fu dedicata a San Martino. La chiesa non piccola, fu ampliata nel seicento per far fronte alla crescita del numero di abitanti balsamesi. L’ultima ristrutturazione importante fu all’inizio del novecento, portando il santuario alle attuali dimensioni.

Nuova Chiesa di San Martino
Santuario di San Martino

Terminata l’escursione balsamese, rientro verso il centro città per il pranzo in uno dei locali attorno alla piazza Gramsci. Soddisfatto e ricaricato, un ultima camminata digestiva verso il viale Risorgimento, un paio di chilometri per arrivare alla piccola chiesetta di Sant’Eusebio. Si tratta dell’edificio religioso più antico del territorio comunale, risalente al X secolo.

Rientro verso la macchina con la calma del turista, avendo avuto l’ennesima riprova che guardando l’ambiente con occhi curiosi, le scoperte sono sempre o quasi appaganti. Contento di questa passeggiata urbana.

Chiesa di Sant’Ambrogio

Sorge nella piazza principale della città intitolata a Gramsci. Verso la fine del XV secolo le prime tracce del nucleo di una costruzione cattolica, eretta a seguito di un insediamento urbano e del derivante bisogno di un punto di raccolta per i fedeli. Attorno al 1640 la chiesa subì un totale rifacimento a cura dell’architetto G.B. Guida Bombarda, il quale ampliò la planimetria. Un secolo dopo il parroco Antonio Longhi fece allargare ulteriormente l’edificio, nel 1727 la chiesa ricevette il campanile.

Nei decenni seguenti ci furono altri lavori di ampliamento, con la creazione di nuove cappelle e l’aumento perimetrale delle navate. Attiva la produzione pittorica di metà ottocento, con gli affreschi riguardanti la vita di Sant’Ambrogio a cura dell’artista Carlo Farina, completati negli anni successivi da David Beghè. Negli anni sessanta del novecento gli ultimi lavori di restauro che portarono la chiesa alle forme attuali.

Villa Ghirlanda Silva

La storia racconta che la costruzione partì da un precedente edificio legato a Palladio, dal quale attorno al 1660 il nobile Donato I Silva fece cominciare i lavori per la realizzazione di una villa di delizia. Incaricato l’architetto Gian Domenico Richini che cominciò l’opera, i lavori si svolsero per decenni, attraversando le generazioni della casata nobiliare. Donato II Silva, nipote dell’ideatore del progetto e fondatore della società Palatina, coordinò le ultime fasi dei lavori.

Molte le opere collezionate all’epoca nella villa, statue e dipinti di prestigio, con il lustro ulteriore di un giardino all’italiana di indubbio fascino. L’opera di arricchimento culturale e artistico fu portata avanti dal nipote di Donato II, Ercole Silva, il quale realizzò la trasformazione del giardino secondo i canoni di una nuova tendenza europea, lo stile inglese. Quello di Villa Silva fu il primo caso in Italia. Negli anni successivi, non avendo eredi diretti la conduzione passò al figlio della sorella di Ercole, Gerolamo Ghirlanda e in seguito al suo discendente Carlo. Quest’ultimo unì il proprio cognome a quello dei Silva, connotando la denominazione attuale.

Villa Ghirlanda Silva passò nei decenni a seguire attraverso diverse famiglie possidenti della zona, che contribuirono all’abbellimento della struttura e del parco circostante. Nel 1974 la villa fu rilevata dall’amministrazione comunale, la quale ne fece un centro culturale e civico. Oggi ospita un museo di arte contemporanea.

Facciata Frontale
Facciata sul Parco

Struttura

Il complesso si sviluppa su due piani fuori terra e ha una planimetria a ferro di cavallo. Molto diverse le due facciate, quella occidentale che affaccia sul centro città con un portico a volte, quella orientale sul parco concepita nello stile romantico in voga a metà Ottocento.  Le sale all’interno abbracciano sia il barocco che il neoclassico, anche qui le diverse correnti avvicendatesi nel tempo hanno lasciato il segno.

Parco

Si estende per 5,44 ha, circondato da una recinzione in muratura. L’area verde è una risorsa fondamentale per un territorio molto urbanizzato, conservata con cura sia per la sua storicità che per il polmone verde. Concepito come giardino all’italiana, con l’ideale dell’uomo che modella la natura secondo il proprio gusto e con modelli geometrici ben delineati, venne trasformata, come già citato, da Ercole Silva in giardino all’inglese. Il verde non più usato come strumento ma reso libero nel suo svilupparsi, con interventi di direzione non troppo visibili. Attualmente il parco conserva queste caratteristiche, curate negli anni con diversi interventi di manutenzione.

Monumento ai Caduti

Curiosità

  • Cinisello deriverebbe da Cinis Aelli, ovvero ceneri degli Elli, probabile famiglia romana qui sepolta.
  • Balsamo sarebbe stato il cognome di un’antica famiglia nobiliare milanese del X secolo
  • I balsamesi venivano chiamati dagli abitanti di Cinisello gòss o òcch (gozzi o oche in dialetto), per via della loro voracità e avarizia
  • A parti invertite, i cinisellesi avevano il nomignolo di pescaluna. La leggenda vuole che un contadino portò il proprio bue ad abbeverarsi nell’attuale Piazza Gramsci, una volta terreno acquitrinoso. Vedendo la Luna specchiata in una pozza, il contadino si mise a osservarla. Il passaggio di una nuvola fece sparire il riflesso, e il bizzarro personaggio si mise col rastrello a cercarlo nelle pozze.
  • Leggenda curiosa ma ampiamente smentita, quella di un ipotetico collegamento tra il Duomo di Monza e la Chiesetta di Sant’Eusebio.
Chiesa di Sant’Eusebio

Delle ore passate in una cittadina dell’hinterland con la macchina fotografica e con il sensore della conoscenza accesi. Cinisello Balsamo racchiude molto della nostra storia recente e non, ville seicentesche, chiese fulcro della comunità, sviluppo urbano dovuto all’emigrazione. Il contesto è cittadino, i passaggi moderni ma con frangenti che rimandano a epoche passate, da salvaguardare per ricordare quello che siamo stati. Prova a perderti una mezza giornata per le vie della città, potresti rivalutare situazioni dal nome che non evocano mete ricercate, ma che hanno la sostanza solida dei racconti da tramandare. 

Buon Cammino

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