29 Maggio 2024
Santa Maria del Monte

La via Francisca del Lucomagno si sviluppa interamente in Lombardia, 140 km dal confine svizzero sino ad arrivare a uno dei crocevia più iconici dei cammini italiani, Pavia. Un percorso semplice, senza grandi dislivelli e monti da valicare, tra parchi e piccoli paesi, tra ciclabili lungo il Naviglio e città di provincia, osservando il quotidiano di persone laboriose e caparbie. La Via ti regalerà l’opportunità di viaggiare attraverso la parte Ovest di una regione abitata da molti, vista spesso come solamente un contorno di un vissuto lavorativo frenetico, ma che conserva una storia importante e una Natura sottovalutata. Molla gli ormeggi e lanciati in questa avventura.

Come Arrivare

Per arrivare al punto di partenza bisogna raggiungere Varese. Il capoluogo lombardo è collegato alla rete ferroviaria, la destinazione è la stazione centrale. Uscitɘ nel piazzale dovrai dirigerti verso la stazione dei bus, posta dietro a quella dei treni percorrendo il cavalcavia che supera i binari.

Biglietteria per il ticket, costa tra le 3 e le 5€, e attendere la linea N11, puoi trovare orari e tariffe sul sito ctpi, società che si occupa dei trasporti nella zona.

Parco dell’Argentera

Storia della Via

La via ha origini antiche, già in epoca romana collegava il centro dell’Europa alla pianura padana. La Francisca partiva e parte tuttora da Costanza, cittadina della Germania del Sud, collegandola attraverso la Svizzera e la Lombardia occidentale a Pavia. Le due città sono storicamente molto importanti nel contesto dei pellegrinaggi.

Molti concili ecumenici nei secoli scorsi si svolsero a Costanza e il percorso veniva sfruttato dai porporati per raggiungere gli eventi. Prima che si aprisse il tracciato verso il Gottardo e Como, con la costruzione del ponte Melide che collega le due sponde del lago di Lugano, la via Francisca fu sfruttata anche per i traffici commerciali europei. Da Pavia passa la via Francigena che collega il nord Europa a Roma.

Proprio l’associazione internazionale della Francigena si mosse nel 2015 per riscoprire l’antico tracciato. Presto si fece vivo il sostegno della Regione Lombardia, che con l’ausilio di molte realtà locali ha sviluppato in breve tempo il cammino, valorizzando il territorio e il turismo lento. Padri del tracciato sono Ferruccio Maruca, appassionato camminatore e abile diplomatico, e Marco Giovannelli, autore insieme a Alberto Conte della guida. La Via Francisca del Lucomagno è in continua crescita, sempre più pellegrini intraprendono il cammino scoprendo un territorio poco avvezzo al turismo.

Origine del Nome

La denominazione della via deriva nel primo termine dalla popolazione francese, Franchi (Franken). Lucomagno rimanda al passo alpino che collega il cantone dei Grigioni al Ticino.

Villa Gaia – Robecco sul Naviglio

Attrezzatura

Il cammino è abbastanza lungo ma non presenta tracciati tecnici, si svolge nella quasi totalità su percorsi urbani e suburbani. I bastoni a mio avviso non sono fondamentali, le salite sono poche e non impegnative, se sei abituatɘ a usarli portali, scaricheranno sempre un po’ di peso sulle braccia. La soluzione tenda non è contemplata in questo cammino, attraversando molti contesti cittadini sarà molto difficile poterla piazzare.

Dormirai in strutture, sia pellegrine che turistiche, tutte comunque attrezzate con tutti i confort. Lenzuola e asciugamani sono sempre presenti, portane uno in microfibra per ogni evenienza. Leggi l’articolo completo per organizzare lo zaino e decidere cosa portare in un cammino di più giorni.

Fiume Olona

Preparazione Fisica

Il cammino è mediamente lungo ma non presenta frangenti particolarmente tecnici. 140 chilometri da percorrere quasi tutti in piano, con pochi modesti dislivelli tutti nella parte iniziale della via. Il consiglio è quello di allenarsi a camminare con lo zaino nelle settimane precedenti, magari nel fine settimana organizzare delle uscite in giornata in mezzo alla Natura. Ritagliati qualche mezz’ora tra i mille impegni, scarpe adatte e abbigliamento comodo ed esci a passeggiare, anche pochi chilometri nelle gambe saranno salutari e propedeutici al tuo cammino.

Ricorda sempre, queste scelte di viaggio, non proprio ordinarie, presuppongono un atteggiamento mentale differente dalla solita vacanza. Le energie le troverai in particolar modo dal tuo spirito, dalla voglia di arrivare e di metterti alla prova, non servirà un allenamento da olimpiade.

Segnaletica

I colori della via sono bianco e verde, quest’ultima tonalità a volte si perde un po’ nella vegetazione. La segnaletica è composta da adesivi bianco verdi appunto con disegnato un pellegrino, o da cartelli in metallo con le stesse effige e colorazione, pellegrino bianco su sfondo verde. Spesso a completare una freccia direzionale. Il percorso è ben segnato, si nota la cura dei molti appassionati. Difficile perdersi anche perché non sarai mai in zone remote, per maggiore sicurezza c’è l’applicazione con le mappe.

Applicazione

E’ possibile scaricarla sia per android che per apple, consiglio di farlo perché ti darà una sicurezza in più. L’applicazione è ben fatta, traccia tutto il percorso tappa per tappa, indicandoti anche i punti di interesse e soprattutto le accoglienze dove sostare. Importante: scarica le mappe in modalità offline, di modo da potervi accedere anche in mancanza di segnale.

Qui sotto i link dove trovarla

Ios

Apple

Credenziale

La credenziale o passaporto del pellegrino è il documento che attesta il tuo viaggio sul cammino, necessario per usufruire dei vantaggi offerti ai viandanti. Su tutti i prezzi calmierati riservati ai pellegrini nelle strutture dove pernotterai e nei ristoranti convenzionati. Dovrai timbrarla quantomeno ogni fine tappa, per sigillare il tuo passaggio lungo la traccia. Nel sito del cammino, su questa pagina troverai una serie di luoghi dove poter trovare la credenziale, distribuita gratuitamente.

Varese

Centro di Varese

La città giardino, questo il nome d’arte di Varese, è la città più grande che attraverserai lungo la via Francisca. Comune molto verde e circondato da Natura ben mantenuta, da qui l’appellativo, la città ti offrirà l’opportunità di una passeggiata defaticante per goderti un po’ della storia conservata. Di particolare rilevanza la basilica di San Vittore risalente al 1542, con a fianco il campanile (edificio più grande della città coi suoi 77mt) e il battistero di San Giovanni, eretto nel XIII secolo.

Numerose le ville e i castelli presenti in città, segno di un’intensa attività architettonica dal medioevo in avanti. 

Varese ha origini molto antiche, reperti attestano tracce di vite sin dal 3000 a.c. In epoca romana col nome di Varesium, segnava un importante punto di passaggio tra la Svizzera e Milano. Il prestigio religioso accrebbe nell’età di mezzo con l’elezione di Carlo Borromeo divenuto arcivescovo di Milano, il quale contribuì all’espansione culturale nel comune. La città passò attraverso numerose epidemie e la dominazione spagnola, ritrovando una certa stabilità a partire dal settecento. 

L’ampia area naturale attirò molte famiglie danarose lombarde a stabilirsi in città, le quali contribuirono alla realizzazione di molte architetture ancora presenti.

Curiosità

Il nome parrebbe derivare dal toponimo celtico Vara (acqua), dovuto al territorio che si trovava a fondovalle, dove le acque dei colli circostanti confluivano rendendo il terreno acquitrinoso.

Sacro Monte

Il Sacro Monte di Varese si trova nella frazione Santa Maria del Monte, sopra Varese, a un’altitudine di 883 mt. Le prime documentazioni provate narrano di un santuario romanico nel XI secolo, leggenda vuole che già nel IV secolo fosse stata costruita una piccola cappella voluta da Sant’Ambrogio. I flussi pellegrini medievali cominciarono a essere importanti, sviluppando nella comunità il desiderio di erigere un edificio di culto più capiente.

Vista dal Sacro Monte

Nel 1472 l’architetto Gadio disegnò il nuovo santuario, finanziato dalla famiglia Sforza, con una pianta a tre navate. La nuova struttura e la crescente devozione verso il luogo, concentrò l’attività di numerosi artisti lombardi verso il nuovo edificio. Nei secoli successivi molte le opere che impreziosirono la struttura, dalle sculture di Andrea da Milano fino agli affreschi del Fiammenghino, per citarne alcuni.

Nel 1600 una delle suore romite dell’attiguo monastero ebbe l’idea di un percorso devozionale per arrivare al santuario. Alcune famiglie nobiliari milanesi appoggiarono economicamente la realizzazione, ingaggiando l’architetto Giuseppe Bernascone per la costruzione delle cappelle lungo il tracciato. I lavori furono piuttosto rapidi, ben 13 delle 14 cappelle furono realizzate il soli diciannove anni. Il completamento avvenne a fine secolo, nel 1698, con l’ascesa ornata da tutte le attuali costruzioni.

Il percorso è lungo 2 chilometri con 14 cappelle ognuna riguardante una fase della vita di Gesù, la 15° è il santuario in cima. Il Sacro Monte di Varese fa parte del gruppo dei nove monti sacri di Piemonte e Lombardia, pensati in origine come un ideale scudo di fede nei confronti del protestantesimo nord europeo. Nel 2003 i sacri monti vennero istituiti patrimonio dell’Unesco.

Tappe Canoniche

  1. Lavena Ponte Tresa – Ganna – 14,2 km
  2. Ganna – Varese – 18,8 km
  3. Varese – Castiglione Olona – 14,8 km
  4. Castiglione Olona – Castellanza – 20,7 km
  5. Castellanza – Castelletto di Cuggiono – 17,6 km
  6. Castelletto di Cuggiono – Abbiategrasso – 17,5 km
  7. Abbiategrasso – Bereguardo – 18,7 km
  8. Bereguardo – Pavia – 16 km
Naviglio Grande

Accoglienze

In questa pagina troverai buona parte delle accoglienze in qualche modo convenzionate col cammino, mostrando la credenziale avrai uno sconto pellegrino. Ti parlo dei posti dove ho pernottato io:

Varese

Il cortile Fiorito

Ospite dalla mente che ha realizzato la parte italiana della Via Francisca del Lucomagno, Ferruccio Maruca. Lui e la sua gentil consorte mi hanno messo a disposizione un intero appartamento con tutti i confort di casa, bagno, letto comodo e una cucina dove far colazione ed eventualmente cenare. Ad un prezzo onestissimo, posto super consigliato dove fermarsi a riposare a Varese. Nei dintorni diverse soluzioni dove poter mangiare.

Tel 3394124263


Castellanza

Piccolo Mondo Antico

Piccolo Mondo Antico

B&B a gestione familiare, compresa la colazione avrai una stanza con bagno tutto per te. La particolarità del posto è un giardino museo, ricchissimo di piante aromatiche e non, in una selva organizzata e profumatissima. Nel portico una collezione importante di vecchi attrezzi e suppellettili, esposte dal padrone di casa per un viaggio nella storia della nostra tradizione. Sarai in zona urbanizzata e i posti dove mangiare non mancano.

Tel 3497511493


Castelletto di Cuggiono

La Scala di Giacobbe

Un antico convento, dedicato a San Rocco, risalente al 1300 restaurato e messo a disposizione dei Pellegrini. Molti posti letto e camere personali fornite di bagno privato. Location suggestiva a due passi dal naviglio e a fianco della Villa Clerici. Sul lungo fiume graziosi locali dove poter bere un bicchiere di vino contemplando il flusso dell’acqua. Per la cena è possibile farla direttamente nella struttura a un piccolo sovraprezzo.

Tel 02974186


Morimondo

Hotel Morimondo

Situato all’interno della piazza principale dello splendido borgo, la struttura ti permetterà di passare una confortevole notte in un luogo ricco di storia a un prezzo convenzionato per i pellegrini. Stanza privata con bagno e vista sulla adiacente abbazia. Nella piazza non mancano i ristoranti dove regalarsi una cena con prodotti a chilometro zero, lo stesso Hotel ha un soluzione interna dove è possibile provare una cena gourmet.

Tel: 0294609067


Trekking

1° Tappa – Lavena Ponte Tresa – Sacro Monte – Varese – 37km – 9h

Lago di Lugano

Il pullman da Varese ti porterà a Lavena in un’oretta, dovrai scendere quando vedrai il lago alla tua destra. Sei vicinɘ al confine di stato, cerca l’info point per porre il primo timbro del cammino, se come me lo troverai chiuso dovrai comunque partireJ. Costeggia il lago di Lugano tenendolo a sinistra (percorso inverso del bus), goditi un po’ dell’aria rilassata che lo specchio d’acqua regala agli avventori, non crogiolarti troppo, sei arrivatɘ fin qui per un altro motivo.

Giuntɘ verso il confine sud del paese segui le indicazioni e gira a destra, attraversa una statale e comincia salire verso un abitato tranquillo, in breve raggiungerai una ossigenata area verde. Sarai all’interno del Parco dell’Argentera, il sentiero è ciclabile e ben tenuto, i dolci sali e scendi non fiaccheranno la camminata. Un’ora per giungere a Marchirolo, cerca il bar convenzionato per il timbro, goditi la chiesa di San Martino e un bel murales dedicato all’integrazione.

Uscitɘ dal paese percorrerai il marciapiede lungo una strada poco trafficata, per poi immetterti su una nuova ciclabile che ti porterà a Ghirla. Il percorso costeggia il piccolo lago del paese, superai un campeggio che offre il servizio bar e un antico mulino, reperto di una vita lontana nel tempo. Dopo 14 km sarai arrivatɘ a Badia di Ganna, termine della prima tappa canonica, qui ci sono delle soluzioni per organizzarsi per il pernottamento.

Io timbro in una di queste e proseguo. La seconda tappa entra nel Parco di Campo dei Fiori, un grande area naturale di 5400 ha, polmone verde per tutto il varesotto. Si sale un poco nel primo tratto su un sentiero accidentato, arriverai a quota 661 al passo Valicci. Segui il sentiero n°315 e in 4 chilometri sarai a Brinzio, piccolo borgo dal retrogusto montano, con la chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo a far da fulcro del paese.

Dal Brinzio continua sul sentiero 5 fino alla rasa di Varese. La fatica comincerà a farsi sentire, mangia qualcosa e ricaricati, dovrai goderti a pieno uno dei migliori punti panoramici di questo cammino. Se unirai le prime 2 tappe, dopo più di 30 km nelle gambe la salita al sacro Monte di Varese, diventerà una vera via crucis. Il tracciato è su acciottolato, 2 chilometri per arrivare al santuario di Santa Maria dopo aver superato le 14 cappelle lungo l’ascesa.

La vista dalla vetta ripaga della fatica, potrai osservare panoramiche sulla città e sul lago di Varese, contornato da un’atmosfera molto spirituale. L’aria fresca rinvigorirà il tuo buon umore, dando slancio alle endorfine prodotte dalla fatica. Ultimo sforzo per scendere nel comune e sistemarsi in una delle molte strutture offerte dal capoluogo lombardo.

2° Tappa – Varese – Castellanza – 36km – 10h

Vedere svegliarsi una città regala sempre delle buone vibrazioni. Parti presto e attraversa le vie del centro di Varese, fai il carico di energie in uno dei numerosi locali e dirigiti in direzione sud. La Lunga via Aguggiari ti porterà nel centro storico, gira a destra in via Sacco, passerai davanti ai giardini estensi, un affaccio è consigliato. Sinistra per via XXV aprile e prosegui verso la stazione di Casbeno.

Ormai sarai fuori dalla città, percorso periferico e una morbida discesa ti porterà in un’area circondata dal verde. Attraverserai i comuni di Capolago, Gazzada Schianno e Morazzone, strade di campagna e asfalto poco trafficato, tranquillɘ, il percorso è in piena sicurezza su marciapiedi o banchine non esposte. Respirerai un po’ di provincia placida e discreta, i paesi hanno dei locali dove poter mangiare un panino prima di ripartire.

Uscitɘ dall’abitato rientrerai in un bel parco, quello sovracomunale di Rile – Tenore Olona. La vegetazione è ricca, con quel approccio selvatico che la rende più suggestiva, senza troppe infrastrutture. Passerai dei campi coltivati e non, prima di arrivare in una zona dove si pratica tiro con l’arco, qualche scultura lignea a far da contorno, dei corrimano a indicare la via ti faranno capire che stai rientrando in zona urbanizzata.

Castiglione Olona

In 4 o 5 ore sarai giuntɘ a Castiglione Olona, fine della terza tappa tracciata. Il paese ha il netto sapore medievale e un piccolo e grazioso centro. Sali qualche decina di metri per dare un’occhiata alla chiesa dei Santi Stefano e Lorenzo, ne varrà la breve pena. Io ho mangiato un panino, timbrato la credenziale e ripartito dopo aver fatto passare un temporale. Giù per le stradine scolpite nei secoli fino ad arrivare al ponte sopra il fiume Olona. Dovrai attraversarlo e prendere la ciclabile che costeggia il fiume, sarà tuo compagno di viaggio per molti chilometri.

Il tracciato è ben tenuto, in meno di un’ora giungerai nei pressi del monastero di Torba, un complesso archeologico risalente al V secolo, che sorge alle pendici del parco di Casteseprio. Una piccola deviazione per uno dei punti di spicco di tutta la via. Dopo qualche altro chilometro lungo il fiume arriverai a Cairate dove è presente un altro monastero, questo rimanda all’epoca longobarda. La strada è lunga e ripetitiva, il corso d’acqua e il verde circostante diluiranno la monotonia del tracciato. Entrerai nel parco del medio Olona, passerai accanto ai comuni di Gorla, Solbiate e Olgiate, dove nel caso potrai usufruire dei servizi.

La via prosegue costeggiando il corso d’acqua, fino alla deviazione che ti farà risalire a destra sino a una zona periferica. Il termine della 4° tappa (per me la seconda) è la cittadina di Castellanza, dove troverai luogo per rifocillarti e riposare.

3° Tappa – Castellanza – Castelletto di Cuggiono 18km – 5h

Alto Milanese

Il terzo giorno di un cammino è quello della consapevolezza, come ogni (mia) esperienza si entra in quella condizione di serenità ottimale per camminare. Dirigiti nella direzione sud di Castellanza, io riparto dal Piccolo Mondo antico, un B&B con un giardino davvero particolare. In un paio di chilometri entrerai nel parco dell’alto milanese, area sovracomunale di 360 ettari.

Il parco è accogliente, qualche piccola struttura al principio e un percorso vita, in breve ci si addentra verso la zona sud dove lo scenario si apre, si nota l’indirizzo agricolo dell’area. Goditi queste prime ore di cammino nel verde prima di entrare nel tratto più trafficato che la Francisca attraversa.

Uscitɘ dal parco arriverai in mezz’ora circa a Buscate, piccolo comune con tutti i servizi del caso, se vorrai fare uno spuntino sarà l’unica alternativa prima di arrivare a destino. Sarai entratɘ nella provincia di Milano. Direzione sud, attiva la bussola della massima attenzione perché dovrai percorrere qualche chilometro a ridosso di strade col transito veicolare, in particolar modo l’intersezione tra la SS336 e la Sp 117. Cerca di camminare sempre col traffico nella tua direzione, in pratica tenendo la sinistra, di modo da vedere le auto che arrivano.

Villa Clerici

Passato il tratto scomodo e poco avvezzo ad un cammino, entrerai in breve nel territorio di Cuggiono. Il paese ti accoglierà con un’ampia piazza dove sorge la chiesa di San Giorgio Martire, edificio religioso del 1600. La quinta tappa canonica termina a Castelletto di Cuggiono, a circa 2 chilometri dal comune. La frazione si sviluppa attorno al naviglio, essendo la tappa breve avrai tempo per dare un’occhiata a Palazzo Clerici e al ponte medievale sul naviglio grande.

4° Tappa – Castelletto di Cuggiono – Morimondo – 23km – 6h

Canonica di Bernate

Ripartenza da un contesto fuori dall’ordinarietà metropolitana. La quiete di una piccola frazione, il lento scorrere del naviglio, il verde e le costruzioni storiche ti regaleranno un paesaggio speciale che concilierà il passaggio tra riposo e il principio della camminata odierna. La costante della tappa è la ciclopedonale che costeggia il naviglio grande, un lungo flusso battuto passando borghi quieti e nati attorno al corso d’acqua.

Lo scenario è costantemente esposto, prepara la crema solare e un copricapo, il sole si farà sentire. Il primo comune che incontrerai è Bernate Ticino, noterai l’imponente canonica alla tua destra, seguito da Boffalora. Il susseguirsi di ponticelli e piccole imbarcazioni amplificheranno la sensazione di essere in vacanza. Sarai sul confine tra Lombardia e Piemonte, la provincia di Novara è poco distante.

Entratɘ nel territorio di Magenta cambierai lato del naviglio, passando prima Ponte Nuovo e poi Ponte Vecchio, due frazioni che debbono il proprio nome alle strutture che superano il canale. Robecco sul naviglio si presenterà con villa Gaia, un’antica costruzione barocco-rinascimentale tutt’ora in uso, una perla del cammino. Proseguendo la ciclabile il paese successivo è Cassinetta di Lugagnano, altro bel borgo impreziosito nei secoli dagli interventi delle facoltose famiglie milanesi, Visconti e Borromeo su tutte.

Ultima parte di naviglio grande che perde il sapore storico per tornare alla realtà cittadina, sarai quasi entrato a Abbiategrasso, qui terminerebbe la 6° tappa. Io vado avanti, con un passaggio davanti agli stabilimenti della Mivar, storica industria di televisioni chiusa pochi anni fa. Dal comune milanese si vira verso sinistra per cambiare naviglio, sarai su quello di Bereguardo. La ciclabile cambia poco, flusso d’acqua a sinistra e strada diritta. Cambia lo scenario ai lati, non più borghi e paesi ma campi a perdita d’occhio.

In un’oretta di cammino avrai l’occasione per visitare un piccolo comune che merita un passaggio: Morimondo. Troverai una strada di campagna a destra che in 1 km ti condurrà all’abbazia di Morimondo, costruzione eretta tra il XXII e il XXIII secolo di notevole interesse storico culturale. A Morimondo ci sono tutte le condizioni necessarie per il pernottamento e il relax necessario prima dello sprint finale.

Abbazia di Morimondo

5° Tappa – Morimondo – Pavia – 29km – 6,30h

Nell’ultima tappa di un cammino le energie si rigenerano da sole, il pensiero di essere vicinɘ alla metà ti farà dimenticare la stanchezza accumulata. Partenza da Morimondo, rimirando di buon mattino uno dei borghi più belli d’Italia, un tesoro da conservare con cura. Dovrai tornare sui tuoi passi di ieri, per rientrare sulla ciclabile che costeggia il naviglio di Bereguardo.

Naviglio di Bereguardo

Lo scenario è lo stesso dei giorni precedenti, molti campi coltivati, qualche cascina attiva e qualche rudere, diversi ciclisti che ti faranno sentire meno solɘ. Passerai i territori di Fallavecchia e di Motta Visconti, in questi tratti la fauna è ricca, non raro vedere dei grossi volatili ondeggiare sui campi circostanti. I 13 chilometri per giungere alla fine della 7° tappa canonica si percorrono piacevolmente, lontano dal traffico veicolare.

In circa 3 ore sarai arrivatɘ a Bereguardo, posto ideale per una sosta ristoro. Da qui comincia l’ultimo tratto della Via Francisca, sarai nella provincia di Pavia. Direzione sud del paese verso il cimitero, il percorso vira a destra verso i campi e le aziende agricole. In questo tratto la vegetazione non è ricca e il tracciato tutto esposto.

La via attraversa diversi paesini, camminerai quasi esclusivamente in parti sicure delle carreggiate, marciapiedi e banchine. San Varese, Casottole e Torre d’isola, i chilometri si snodano lungo la provincia nord del capoluogo. A Massaua mancheranno una manciata di chilometri, incrocerai il Ticino ed entrerai nel suo parco.

Ponte Coperto – Pavia

L’ultima oretta è quasi totalmente nella vegetazione, a destra il fiume, più ti avvicinerai alla meta e più pavesi incrocerai in cerca di tranquillità nel verde. Ecco il ponte coperto in lontananza, una scalinata trionfante ti farà costeggiare una delle via principali della città. Dirigiti verso il centro paese, strada via S. da Nuova, via Matteotti e piazza Petrarca, poche centinaia di metri e ti troverai di fronte alla Basilica di san Pietro in Ciel d’oro. Ritira il testimonium e trova un bar per brindare. Cheers. 

Testimonium

Si tratta dell’attestato che conclamerà il tuo percorso, una sorta di pergamena griffata col tuo nome da conservare come ricordo. Come già accennato, dovrai presentare la credenziale timbrata durante le tue soste presso la segreteria della basilica di San Pietro in Ciel d’oro.

Verso Castiglione Olona

San Pietro in Ciel D’Oro

Deve il proprio nome alle volte dorate, fu fondata nel VIII secolo dal re longobardo Liutprando, costruita in corrispondenza di una precedente struttura cristiana. L’edificio fu edificato sopra il luogo di sepoltura del filosofo Severino Boezio, ucciso nel cinquecento. La chiesa dove ritirerai l’attestato, che si fregia del titolo di basilica minore, si trova nella zona nord di Pavia, non lontana dalla stazione.

Dedicale una breve visita, al suo interno oltre la cripta dedicata al già citato Boezio, si trova l’arca di Sant’Agostino. La volontà iniziale di Liutprando fu quella di un edificio di culto che ospitasse le spoglie del Santo di origine berbera.

Concepita in stile romanico, fu completamente ricostruita a fine 1800 dopo le distruzioni e i crolli dell’epoca napoleonica.

Sant’Agostino

Terminando il cammino nel luogo di culto dove sono conservate le spoglie di Sant’Agostino, spenderò poche righe per ricordare un amante del viaggio e della conoscenza. Vissuto a cavallo tra il 300 e il 400, di origine nord africane, fu un autore molto prolifico. I suoi scritti spaziarono tra la filosofia e la religione, lasciando un enorme quantità di opere in lingua latina, su tutte le Confessioni. Frase emblematica del letterato fu “Il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”, enunciato che collima a misura sartoriale con lo spirito di un pellegrino.

Pavia

La Via Francisca del Lucomagno termina nella città di Pavia, centro culturale storicamente ricco del nord Italia. Fondata dai romani col nome di Ticinum, elevata a Municipio nel 89 a.c., conserva la stessa pianta e la rete fognaria dall’epoca. Primi insediamenti gallici risalgono a sei secoli prima di cristo. Nella storia Pavia è stata capitale per ben 2 secoli del regno longobardo e visse particolare lustro durante l’era medievale.

Numerose culture influenzarono la storia e l’assetto della città, lasciando tracce importanti sul territorio. Se quando arriverai ti avanzerà qualche ora, recupera un po’ di energie per visitare la città. Il Duomo, la basilica di San Michele Maggiore, il castello Visconteo coi musei civici, il ponte coperto sul Ticino, sono solo alcune delle architetture di notevole importanza godibili nella Città.

Tappa obbligata sarà il termine ufficiale del cammino è la basilica di San Pietro in ciel d’oro, dove ritirerai il testimonium.

Curiosità

Pavia in origine Ticinum dal fiume che la attraversa, fu l’unico municipio romano che cambiò il nome durante il medioevo. Papia, questo il toponimo scelto, non ha chiare origini. La gens romana (famiglie che condividevano lo stesso nome) Papiria, il termine greco Papias (custode del palazzo) e la parola Papan (vescovo) di origine gota le teorie più accreditate sull’origine del nome.

L’esperienza di un cammino di più giorni, porta con se ogni volta un bagaglio notevole di ricordi piacevoli. La fatica e la voglia di arrivare, la scoperta di luoghi che non pensavi potessero conservare delle tracce di un’attività artistica intensa, la cordialità delle persone, una condizione dimenticata nella nostra routine. La Via Francisca del Lucomagno sarà una piacevole scoperta, attraversando 3 province a ritmo lento noterai differenze e similitudini, lambendo i margini dei territori per attraversare il loro cuore più vero e da copertina. Borghi e città, parchi e ciclabili, i navigli tuoi compagni di viaggio per molti chilometri. Prova anche tu a percorrere il tracciato, secondo i tuoi tempi e la tua volontà, non ne rimarrai delusɘ.

Buon Cammino

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