4 Marzo 2024

Il Ghiacciaio
  • Altitudine – 2350 mt (fronte del Ghiacciaio)
  • Difficoltà – Escursionista con un po’di esperienza          
  • Dislivello – 750 mt
  • Gruppo montuoso – Alpi retiche Occidentali
  • Rifugi – Rifugio Gerli Porro (1965 mt) – Rifugio Ventina (1960 mt)
  • Periodo dell’anno (consigliato) – da Marzo a Ottobre
  • Tempo di percorrenza – da Chiareggio 2,30h

Il famigerato surriscaldamento globale sta colpendo anche la Val Malenco e il Ghiacciaio del Ventina si sta ritirando a vista d’occhio. Non perdere l’occasione di andare a visitare uno dei pochi ghiacciai italiani raggiungibili a piedi, per fare il pieno di Natura in uno scenario bellissimo. Il Sentiero Glaciologico Vittorio Sella è un trekking di media difficoltà che ti permetterà di raggiungere una panoramica privilegiata, da considerarsi anche come monito per abbracciare un pensiero incline alla salvaguardia dell’ambiente

Brevi cenni geografici

Il Ghiacciaio è situato tra il Monte Disgrazia(3678) e il pizzo Cassandra (3226), cime alpine che fanno da confine tra la Val Malenco e la Val Masino. La sua fonte è attorno ai 3500mt, la distesa scende lungo la dorsale della Valle del Ventina fino al fronte che muta in continuazione. Dal 1990 ad oggi i ghiacci pare si siano ritirati di ben 600metri, una distanza notevole per un lasso temporale piuttosto breve. Alcuni rilevamenti di fine ottocento collocavano il principio del ghiacciaio a ridosso dei prati dove sono stati costruiti i due rifugi, una notevole “fuga” dalla civiltà. Le sue acque danno fonte al fiume Mellerio.

Chiareggio

Come arrivare

Da Milano/Monza dirigersi verso nord per imboccare la SS36 (Valassina), proseguire fino a Lecco e poi per Colico. Arrivati al Centro Commerciale Fuentes, prendere la Statale SS38 che costeggia il Fiume Adda verso Morbegno/Sondrio. Entrati in città seguire le indicazioni per Chiesa in Val Malenco (SP15), passata Chiesa la strada prosegue e comincia a salire, dopo una ventina di minuti di tornanti arriverai all’abitato di Chiareggio. Lasciati sulla destra i caseggiati e dopo aver fatto colazione, prosegui fino alla fine della frazione dove vi è un ampio parcheggio libero.

Milano 2,30 h Monza 2,10 h

Colori Autunnali

Escursione

Io in questa occasione ho messo da parte l’autogesione e mi sono unito a un gruppo di escursionisti milanesi, iscritto alla camminata ci siamo trovati al parcheggio di Chiareggio. Il percorso è ben segnalato e non potrai sbagliare, farlo in compagnia donerà sempre un valore aggiunto. Incamminati lungo il fiume tenendolo sulla destra fino ad incontrare un ponte che lo attraversa. Da qui intraprendi il sentiero che si addentra nel bosco e comincia a salire con dolcezza costante.

In un oretta tranquilla e non troppo impegnativa giungerai ai due rifugi, sono davvero posti a pochi metri l’uno dall’altro, il Gerli Porro col caratteristico tetto rosso e il Ventina poco più avanti. Poco sotto un laghetto fa da cornice suggestiva che, nei mesi estivi, può essere sfruttata come spiaggiata in relax dopo una signora mangiata (aspetta il ritorno dal trekking, altrimenti non salirai più!).

Passate le strutture il percorso prosegue con a destra il ruscello, circondati da imponenti montagne e alberi più radi del bosco ma non meno affascinanti. Il nostro trekking è stato fatto al principio dell’autunno e i colori riempivano l’atmosfera di bellezza, accenni nevosi e svariate tonalità ci hanno donato un pieno di Natura vera. Risali la morena, alternando tratti pianeggianti a brevi salite. Non percorrerai un sentiero canonico, il fondo è roccioso e quindi occhi aperti.

L’ultimo tratto è quello più impegnativo, niente panico, tira su lo zaino sulle spalle e armati di pazienza. Cerca la linea più congrua e usa le mani se necessarie per l’equilibrio, le pietre che supererai non sono incollate al terreno, fondo sdrucciolevole ma arrivo sempre più vicino. Una mezz’oretta di ripida salita ti porterà alla croce dedicata al G.A.M. Senago, da lì panino vista ghiacciaio del ventina. Ci si può avvicinare ulteriormente per osservare la distesa di nevi perenni, non farlo da solo e non correre rischi inutili.

La Croce

Osservare il ghiacciaio del Ventina da qui ti riempirà gli occhi di mondo, il sole che illumina il ghiaccio e le rocce, il silenzio primordiale riequilibrerà la dima dei bisogni e delle preoccupazioni. Forte è anche l’erosione che riporta alla realtà, la morena sta riconquistando prepotentemente il terreno. La discesa, essendo concepito come percorso ad anello, si percorre dal lato sinistro del torrente, seguendo un tracciato un po’ più morbido dell’andata. Un paio di ore per tornare all’auto.

Pranzo con vista

 Attrezzatura

Come per ogni escursione portati sempre da bere e qualcosa mangiare, cerca di avere comunque un litro di acqua e qualche snack energetico (frutta secca, uva passa, barrette…). Se non vuoi fermarti in rifugio portati il pranzo al sacco come abbiamo fatto noi. Importante avere degli scarponi adatti, sostegno alle caviglie e buon grip, calze adeguate, non improvvisate la salita con delle sneakers.

In base alla stagione un cambio per non raffreddarsi in caso di sudata importante, vestitevi a cipolla e regolatevi in base alla temperatura. Io non uso bacchette abitualmente, ma nel caso specifico saranno di grande aiuto, indi super consigliate. Zaino comodo, 20 litri più che sufficienti.

Verso Sud

Cos’è un ghiacciaio

Il ghiacciaio è una stratificazione di nevi perenni che, a causa delle gelide temperature di quota, formano una massa glaciale. Si formano negli avvallamenti tra le cime montuose, non sono entità ferme ma a causa della gravità e del cambio climatico si muovono verso valle. Se vuoi farti un’infarinatura sul tema, la pagina Wikipedia può essere un buon viatico. Oggi il ghiaccio ricopre circa il 10% delle terre emerse contro il 30% di 20.000 anni fa.

Belle le parole di Paolo Cognetti nel romanzo le Otto Montagne: “l’estate cancella i ricordi proprio come scioglie la neve, ma il ghiacciaio è la neve degli inverni lontani, è un ricordo d’inverno che non vuole essere dimenticato.”

Un’esperienza da non rimandare

Osservare una distesa imponente di ghiaccio dà l’idea di entità ferme nel tempo, che assistono da osservatori disinteressati all’evoluzione, la quale a volte tramuta in involuzione. Per me un ghiacciaio misura il trascorrere delle lancette in modo invisibile regalandoci la certezza di qualcosa che è lì, sempre e comunque. Questa sicurezza sta svanendo e certe bellezze vanno visitate prima che la mano umana non cancelli quello che la Natura ha creato in migliaia di anni prima di noi. Non rimandate la gita al Ghiacciaio del Ventina perché, ahimè, non avrà probabilmente molti altri inverni da ricordare.

Buon cammino


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