20 Luglio 2024
Da Osnago a Valaperta
  • Altitudine Max – 270mt
  • Difficoltà – Famiglie
  • Dislivello – +50mt _ -50mt
  • Periodo dell’anno (consigliato) – Tutto l’anno
  • Tempo di percorrenza – 3h – A/R

Il sentiero n°4 del Parco di Montevecchia e della valle del Curone parte dalla stazione ferroviaria di Osnago per arrivare in circa 5 km a Valaperta, frazione di Casatenovo. Un breve hiking in Brianza senza particolari difficoltà, il percorso è adatto a tutti e quasi completamente pianeggiante. Sei in zona e hai una mattinata libera? Prova questo sentiero.

Come Arrivare

In Auto

Osnago non dista molto dall’area metropolitana milanese. Dovrai prendere la tangenziale est di Milano (A51) in direzione Lecco fino a Usmate. La strada prosegue dritta diventando la SP41 prima e Sp342 dopo. Arrivatɘ alla rotonda col Ristorante il Pino sulla sx gira e imbocca via Milano. Prosegui dritto per un par di chilometri fino alla stazione ferroviaria. Lì, nei giorni non lavorativi troverai facilmente parcheggio.

Mezzi Pubblici

Osnago si trova sulla linea ferroviaria di trenord S8 (Milano – Lecco), la fermata dopo Carnate. Da Milano sono circa 35/40 minuti, ritardi permettendo. Alcuni sentieri del Parco di Montevecchia sono comodi anche perchè raggiungibili in treno, questo è uno di questi. All’arrivo non ci sono stazioni vicine, per rientrare dovrai fare il percorso inverso, essendo una breve camminata vedrai che non sarà un problema.

Cosa Portare

Il tragitto è relativamente breve, ci sono dei piccoli strappi in salita poco rilevanti e si alternano sterrato e asfalto. I bastoni sono sempre soggettivi, se ti trovi comodɘ a usarli portali, ti aiuteranno a scaricare un po’ di peso dalla parte inferiore del corpo. Lo zaino dovrà essere minimal: borracce sempre piene, qualche snack leggero e una maglietta di ricambio.

Se affronterai il sentiero in una giornata calda ricorda un copricapo e la crema solare, vi sono dei tratti esposti al sole

Segnaletica

Dovrai seguire le indicazioni del sentiero n°4 (ma va?). I cartelli sono stati recentemente rinnovati, le informazioni sono piuttosto chiare. Fai un giro sul sito del Parco, per ogni tracciato troverai una mappa dettagliata.

Nei pressi di Villa Busca

Osnago

Un piccolo comune che conta poco meno 5000 abitanti, primo paese della provincia di Lecco (con Lomagna) provenendo da sud. Le testimonianze ritrovate dagli studi archeologici nella zona fanno risalire i primi flussi umani all’età preistorica. Del periodo romano si hanno più reperti chiaramente riconducibili all’epoca, difatti dal comune passava la via Spluga, strada consolare che metteva in collegamento Milano a Lindau (lago di Costanza), passando dalla Valtellina e dal passo dello Spluga.

Nel corso dei secoli, Osnago è stata influenzata da diverse famiglie nobiliari che hanno lasciato tracce significative nel territorio, inclusi i Visconti e gli Sforza. La matrice agricola fu predominante sino a al XIX secolo, quando lo sviluppo di alcune realtà industriali, in particolar modo tessili, contribuirono allo sviluppo sociale e urbanistico del paese.

Poco distante dalla Stazione

L’origine del nome viene attribuito al passaggio celticoosnakonluogo dei frassini.

Da vedere la Villa D’Agostino-Ambrosini-Spinella, una splendida costruzione del novecento progettata dall’architetto Stacchini, autore tra le altre della stazione centrale e dello stadio Meazza di Milano. Circondata da un ampio parco, la villa oggi ospita eventi culturali e manifestazioni. Il più rilevante luogo di culto di Osnago è la chiesa di Santo Stefano Protomartire, situata in piazza Vittorio Emanuele II. Costruita tra il 1770 e il 1782 presenta un’unica navata e alcune opere scultoree e pittoriche di pregio.

Il comune è all’interno del Parco del Curone e di Montevecchia per quasi la sua metà, da Osnago infatti parte oltre al sentiero in questione anche il n°3.


Hiking

Dal parcheggio della stazione dirigiti sulla strada asfaltata verso il bosco, i cartelli ti segnaleranno chiaramente il percorso. Qualche centinaia di metri costeggiando i campi, attraversa la strada e prendi il piccolo sentiero che entra nella vegetazione a sinistra. Il primo tratto ti farà assaporare un po’ del verde del parco del Curone, circa 15 minuti e il percorso vira a destra.

Lieve Salita

Strappo in salita su un tracciato sconnesso, se ha piovuto troverai un po’ di fango, ai tuoi fianchi dei rovi di more selvatiche. Testata la forma, la salita si esaurisce presto in un piccolo tratturo che attraversa i campi. Sbucherai sulla strada comunale di Lomagna, gira a sinistra e cammina sul marciapiede qualche centinaio di metri.

Superate alcune ville, nota il cartello che indica a destra il percorso. Ghiaietta in leggera discesa e sbucherai in un contesto piacevole, con campo verde e un piccolo terrazzamento che dà profondità alla vista. Costeggia la muraglia e segui la stradina che passa da villa Busca, un cartello poco più in là ti farà scendere lungo un viale alberato.

Sarai sulla provinciale, gira a destra e attraversa la strada, presta attenzione poiché in questo passaggio non c’è banchina in sicurezza. Passa il ponte sulla Molgoretta e segui la strada asfaltata, quando si presenterà una curva a destra dovrai imboccare la strada secondaria che sale in località Fornace. Qualche catasta di legna ti farà pensare a una vita più rurale e meno caotica.

Attraversando alcuni cortili di tranquille abitazioni ti renderai conto di quanto un hiking possa essere discreto, passando negli spazi altrui senza lasciar traccia. Altro verde con alberi da frutto e aria pulita, una lieve discesa ti riporterà di nuovo sulla provinciale. Attraversala e dirigiti in salita lungo la strada sterrata, breve fatica e tieni la destra, comincerai a notare alcuni alberi davvero particolari.

Alti e rigogliosi nella parte superiore, collimano col cielo che farà da sfondo a delle belle foto, sei in uno dei contesti più affascinanti del Parco. Segui il tracciato e guardati intorno, potrai avventurarti sotto qualche pianta che avvolge coi suoi lunghi rami un ampio spazio sotto di se, consiglio un passaggio. Ritorna sul bosco, piacevole e ben tenuto, sino a una discesa a sinistra su pietre e terra.

Vedrai sulla destra in fondo alla via il cimitero di Valaperta, arriva fino alla strada asfaltata e gira a sinistra. Segui il percorso fino a incrociare la strada principale che taglia la frazione, ancora a sinistra per giungere alla piccola chiesetta che ricorda un avvenimento della seconda mondiale, la fucilazione di alcuni giovani partigiani brianzoli per mano di squadristi fascisti. Importante conoscere l’accaduto.


Eccidio di Valaperta

Chiesetta a Valaperta

Piena guerra, i partigiani si sono organizzati e combattono il regime con quello che hanno a disposizione. Il 23 Ottobre 1944, un milite fascista fu incaricato dalla Guardia Nazionale Repubblicana di informarsi su un renitente alla leva della zona, tal Luigi Gaiati. Il fascista si chiama Gaetano Chiarelli, alcuni lo descrivono come un mite, alcuni come uno che spara ad altezza uomo.

Forse per reazione o forse per agguato, Nazzaro Vitale, giovane partigiano, spara a Chiarelli uccidendolo. Con alcuni compari in fretta e furia Vitale seppellisce il corpo in un campo di granturco lì vicino, preparandosi alla vendetta che sicuramente giungerà. Un contadino delatore avverte il brigadiere di Missaglia della scomparsa e già alle 22,30 una quindicina di squadristi giungono a Valaperta.

Saccheggi, cascine in fiamme e percosse non si fanno attendere, nessuno è risparmiato, vengono anche tolte le tessere alimentari alle famiglie. I 2 comandanti dell’azione sono Giuseppe Gaidoni e Emilio Formigoni. La squadriglia non era nuova a operazioni di questo tipo, che si perpetuano per le settimane a seguire. Il cadavere di Chiarelli viene ritrovato a fine anno. Vengono accusati dell’evento 4 giovani: l’autore Vitale di Bellano, Natale Beretta e Gabriele Villa di Arcore e Mario Villa di Biassono.

La sentenza di morte arriva in fretta, la mattina del 3 Gennaio 1945 i 4 ragazzi vengono condotti dietro una curva lontano da molti occhi. Una squadra di 4 persone, in borghese, a colpi di fucile e rivoltella dilania i corpi dei giovani. L’accaduto non verrà dimenticato, per qualche mese a testa bassa, dopo con la giusta memoria.

Lapide commemorativa

Ti lascio qualche link sotto per approfondire


Dove Mangiare

Naturangolo

Piccolo ristorante vegano a una quindicina di minuti dalla stazione. Offre menù sempre diversi in base alla stagione, materia prima di qualità e soluzioni culinarie interessanti. Da provare anche per gli onnivori, prezzi medi.

Ristorante Tricudai

Poco distante da Valaperta, può essere preso in considerazione al rientro, conservando la passeggiata digestiva per tornare alla macchina o in stazione. Cucina italiana con l’occhio strizzato alla territorialità, risotti e carne i punti forti. Prezzi in linea col menù.


Tra andata e ritorno impiegherai circa 3 ore, poco di più se farai qualche pausa un po’ più lunga. Una passeggiata nella Brianza più rurale e meno caotica, qualche chilometro alternando aree boschive e passaggi riparati su strade secondarie. Organizzati, se sei della zona l’impegno richiesto è davvero modesto, col risultato sicuro di stare meglio di quando sei partitɘ.

Buon cammino

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