29 Maggio 2024
Quattro giorni di cammino e 70 chilometri verso il Mar Ligure.
Sguardo verso il Blu
  • Giorni:4
  • Periodo: da Aprile a Ottobre
  • Km: 70 circa
  • Tenda: non ci sono aree attrezzate
  • Difficoltà: Medio

Un percorso cha ha radici molto profonde nel territorio, la Via del sale da Varzi a Camogli è un cammino che attraversa una natura piena e incontaminata. Dal bel borgo dell’Oltrepò pavese, solcando i confini di ben quattro regioni, in poco più di 70 chilometri giungerai al mare. Scegli tu dove arrivare: Sori, Recco, Camogli o Portofino. Ti racconto un po’ del cammino e la mia esperienza. 

Storia

La via del sale da Varzi a Camogli è un percorso che ha radici molto antiche, rivisto e riadattato alle comodità dei nostri tempi rievoca un sentore di passato remoto, di avi che badavano ai bisogni primari e di necessità fatta virtù. In questo caso è d’obbligo usare il plurale poiché le vie del Sale nel nostro paese erano molte, dalla Lombardia alla Sicilia molti tragitti vennero denominati in questo modo perchè collegamenti sfruttati per il trasporto del bene salino dalle coste all’entroterra.

Il commercio di sale permetteva alle comunità lontane dal mare l’approvvigionamento di un prodotto fondamentale per la conservazione del cibo in primis, ma anche per la concia delle pelli (in particolare il cuoio) da parte degli artigiani dell’epoca. Nati come percorsi creati da commercianti avventurieri che dal mare si inerpicavano su tratturi montani per raggiungere i centri abitati, con la sola forza propria e di fedeli muli, vennero tracciati sentieri sempre più battuti ma pur sempre impervi, inadatti al trasporto con carri.

Verso l’ottocento il sacro romano impero, ripulì le terre del nord dai saccheggi barbari e con capacità imprenditoriali degne dei guru di marketing moderni, vide i percorsi commerciali come una fonte di reddito. Organizzo l’impero in feudi e delegò famiglie nobili del territorio di regolamentare i passaggi, esigendo il pagamento di un tributo (le famose gabelle) per ogni commerciante che transitava nelle terre controllate. La “nostra” via del Sale era una delle più trafficate e di conseguenza una delle più remunerative. A tessere le fila economiche della rete commerciale, con caselli privi di biglietto e voci automatiche, c’era la famiglia Malaspina.

Varzi

Genovesi, originari della Toscana e molto ricchi, governarono il territorio istituendo nel piccolo borgo di Varzi un centro di smistamento e organizzazione del trasporto di Sale, crocevia a metà strada tra la costa ligure e la pianura padana, che già piuttosto densa di centri abitati necessitava di gran quantità del ricavato dell’acqua marina. Con l’evoluzione del trasporto commerciale questi percorsi persero man mano il proprio valore intrinseco. Rimangono i passaggi in una Natura ancora oggi per buona parte incontaminata, che grazie ai racconti delle generazioni precedenti venne continuamente tramandata. Ringraziamo i vecchi, custodi di saggezza e divulgatori di esperienza che ci hanno regalato questo appagante percorso.

Come Arrivare a Varzi

In auto

Da Milano dirigersi in direzione sud ovest e prendere l’autostrada A7 verso Genova. Oltrepassato il Po, continuare fino all’uscita Castelnuovo Scrivia, andare a sx verso Salice terme (SP 93). Allo stop girare ancora a sx, oltrepassare il Torrente Curone e imboccare la strada di campagna a dx (strada Rivanazzano). Proseguire verso est, la strada è stretta e occhio al doppio senso di marcia. In località Bidella dirigersi a sx sulla strada Pontecurone Voghera, incrociata la SS461 prenderla a dx, passare Rivanazzano e seguire la statale. Continuare sulla SS461 costeggiando il torrente Staffora sino a Varzi.

In treno

Regionale da centrale per Voghera e bus per Varzi.

In Bus

Dalla stazione di Milano Famagosta partono 5/6 bus quotidiani che in un paio d’ore arrivano a Varzi, ecco l’orario.

Sul Monte Cavalmurone

Ritorno (a Varzi)

Da Sori, Recco e Camogli puoi prendere il treno per Genova Piazza Principe dove parte il regionale per Milano che ferma a Voghera. Da lì c’è un bus che la collega a Varzi, la stazione pullman e vicina a quella dei treni. Si può fare il biglietto al bar della stazione.

Dove parcheggiare

C’è un parcheggio gratuito in piazza della fiera, tieni presente che durante il mercato è occupato dai commercianti. Noi siamo partiti di venerdì e c’erano le bancarelle. Abbiamo lasciato la macchina poco più su in paese, di fianco alla stazione dei carabinieri. Sosta libera e comoda.

Verso Uscio

Periodo

Le prime due tappe della Via Del Sale sono, per la quasi totalità, sopra i mille metri di altitudine, eviterei quindi i mesi più freddi, probabile trovare neve. Chiaro, se il tuo spirito avventuriero è consolidato e sei attrezzato, potrebbe diventare un’esperienza da ricordare. Il percorso è perlopiù nei boschi, indi anche i mesi estivi sono papabili per organizzare, con la prospettiva ulteriore di un bagno al mare. Noi abbiamo percorso il cammino in aprile e ho trovato un clima ideale per i miei gusti, sole caldo ma non soffocante e un po’ di vento fresco che non guastava. Occhio che in quota e alla sera serve qualche indumento pesante (felpa e piumino leggero).

Attrezzatura

Il cammino non è lungo ma sostanzialmente il materiale da portare è sempre lo stesso. Leggi l’articolo che ti darà una lista completa dei prodotti da mettere nello zaino in un trekking di più giorni. Come accennato nelle tappe, non ci sono molte fonti di acqua durante il tracciato, munisciti sempre di un litro e mezzo prima di partire la mattina

Capanne Di Carrega

Accoglienze

Varzi

Se arrivi da lontano o hai più tempo a disposizione nel luogo di partenza ci sono diverse strutture dove poter pernottare, per ogni tasca e necessità.

  • I cappuccini wellness è una struttura vicino all’ospedale di Varzi
  • L’Albergo Corona si trova nella piazza principale del paese
  • Le Cicale, anch’esso nella piazza principale del paese

1°Tappa

Capannette di Pey

L’albergo a Capannette di Pei è la struttura dove abbiamo dormito alla fine della prima tappa. Si tratta di un albergo a conduzione familiare, con stanze pulite e un prezzo abbordabile. Consiglio la cena, ricca di piatti del territorio (tra cui pisarei e fasò, ricetta piacentina) e molto casalinga. Su richiesta i gestori possono prepararti dei panini per il giorno seguente di cammino.

Capanne di Cosola

La tappa canonica termina in questa località, potrai trovare l’unica struttura nell’albergo omonimo.

2° Tappa – Torriglia

L’Albergo della posta di Torriglia è nel cuore del borgo ligure, offre camere in una struttura datata ma accogliente. Noi abbiamo trovato la cucina chiusa, ma in paese si parla molto bene del loro fritto misto.

Ci sono altri affittacamere in paese e alcuni B&B poco fuori dal centro.

3° Tappa – Uscio

Noi abbiamo alloggiato alla locanda Bellaria, B&B al principio di Uscio. Il posto è ben curato, gestori molto gentili e disponibili, la stanza è dotata di tutto quello che serve. Rapporto qualità prezzo ottimo.

Anche a Uscio ci sono altri B&B e affittacamere. Bisogna cercare nel periodo della partenza poiché ne nascono di nuovi e altri non sono più disponibili.

4° Tappa – Camogli

Se terminerai il cammino a Camogli ti consiglio il B&B Andirivieni. Si trova a dieci minuti dal mare, la proprietaria è una fotografa e potrai ammirare nella casa numerose prove della sua abilità di ritrattista. Stanze arredate con cura e piene di arte, potrai fare colazione su una bella terrazza con vista mare. Buon prezzo.

Ovviamente a Camogli non mancano i posti dove dormire, i prezzi non sono sempre economici.

Recco e il Golfo di Genova

Varzi

Nel borgo

Il piccolo borgo di Varzi simbolo della bassa padana, segna il confine lombardo con quello piemontese. Istituito attorno al mille, divenne centro commerciale con l’insediarsi della famiglia Malaspina, connettendo il territorio padano con la costa ligure. Se riuscirai a ricavarti qualche ora prima o dopo il cammino, perditi nelle viuzze, scoprirai la matrice medievale del comune. Il centro fu di rilevante interesse anche durante la Seconda guerra mondiale, in una zona dove la guerra imperversava nacquero dei nuclei partigiani sostenuti dall’abitato. Per questi meriti sono state consegnate le medaglie d’oro al valore militare e civile. Da vedere il castello dei Malaspina risalente al dodicesimo secolo, l’antica chiesa dei Cappuccini e quella parrocchiale di San Germano. Un ultimo consiglio: non lasciare Varzi senza il bottino di un suo famoso salame, essenza di una tradizione anche legata al cammino, infatti la parola SALame deriva dall’uso del sale per la conservazione della carne.

Percorso

1°Tappa – Varzi – Capannette di Pei (22km – 8 ore +1445mt -330mt)

Parcheggiata l’auto, cerca di soddisfare i bisogni primari. A Varzi non mancano i bar dove fare colazione, c’è un supermercato e qualche alimentari dove farti preparare un paio di panini per la giornata, almeno uno col salame locale è d’obbligo. Cerca il ponte che supera il torrente, i cartelli sono piuttosto evidenti. Passatolo imbocca il sentiero sulla sinistra che costeggia lo Staffora, un’ampia strada bianca e sassosa ti allontanerà dal centro abitato.

Comincia a testare le gambe con la prima salita, non troppo impegnativa, che in un’oretta o poco più ti condurrà alla piccola frazione di Monteforte. Qui FAI IL PIENO di ACQUA, c’è una fonte fresca e sarà l’ultima che incontrerai sino a quasi la fine della tappa. Lasciati i caseggiati riprendi il sentiero, dopo poco intersecherai una strada asfaltata, non molto battuta a dir la verità, che ti accompagnerà al borgo di Castellaro.

Cartello alla Partenza
Prima Salita

Respira e preparati a uno dei tratti (a parer mio il) più duri di tutto il cammino. Una lunga e costante salita di quattro chilometri non darà tregua, mitigata dalla vegetazione di faggi che quantomeno non ti farà soffrire il caldo. Verso la fine noterai cambiare la vegetazione, si inizia a respirare montagna. Uscito dal bosco sarai sul pian della Mora, dove un bivacco fornito di panchine e tavoli ti inviterà alla pausa pranzo. Sei sulla linea di confine tra Lombardia e Piemonte.

Riprendi la strada alternando aree boschive a sentiero in cresta tra due valli, la vista è ampia. Qui i cartelli inizieranno a scarseggiare, ma stai attento prosegui sino al successivo bivacco, il Laguione che inganna con l’indicazione di una fonte, noi non l’abbiamo trovata. Da questo punto cambia la nomenclatura del tracciato, inizierai a vedere scritto VM (via del mare) con i colori rosso e verde. Parsimoniando il bene prezioso segui il sentiero in cresta e preparati alla seconda salita taglia gambe, più breve ma più intensa poiché dovrai raggiungere i 1700mt del Monte Chiappo. In vetta c’è un ristoro, aperto nei mesi estivi e nel fine settimana. Goditi il vento e la vista meravigliosa, nelle giornate limpide lo sguardo abbraccerà il tuo obbiettivo marino.

Monte Chiappo

La discesa è quella dei vincenti, da percorrere col cuor leggero e in base alla tua destinazione. Per Capanne di Cosola segui il percorso principale, se come noi alloggerai a Capannette di Pei, nota un cartello dopo poco sulla sinistra. Avrai in ogni caso ancora un’oretta di cammino, ma puoi gioire: la tappa più dura l’hai portata a casa, ti meriti una sonora birra.

Vista dal Monte Chiappo

2°Tappa – Capannette di Pei – Torriglia (24 km – 9 ore +650mt -1390mt)

Dopo una bella dormita, comincia la routine del camminatore seriale. Bagno, colazione e rimessa in sesto dello zaino. Un saluto nostalgico al posto conquistato il giorno prima e si parte. Il primo tratto è la provinciale che ricollega al più frequentato Capanne di Cosola, incrociamo altri camminatori che scrutano i dettagliati cartelli. Prima parte nel bosco fresco, a breve comincerai a salire verso il Monte Cavalmurone (1670mt).

Il vento la fa da padrone, serve il piumino perché si va oltre il frizzante. Qui godrai di un panorama tra i più affascinanti del cammino, monti in ogni direzione, segui il sentiero in cresta che tra sali e scendi accompagnerà il silenzio di un abbraccio totale alla natura. Rientra nella vegetazione dopo una lunga discesa, preparandoti alla ascesa successiva verso il Monte Carmo, da non confondere con quello di Loano.

Capanne di Cosola
Monte Cavalmurone

Sopra una croce svetta assolata, fatti una pausa e riposati un poco. La siesta svanisce in una lunga discesa che ti porterà a Capanne di Carrega. A metà percorso ci sono delle indicazioni per una fattoria che produce e vende formaggio locale, ne parlano un gran bene. Giunti al valico di Capanne troverai un ristorante, sempre piuttosto affollato, noi pranziamo con due panini dell’albergo di Pei.

La strada riprende esposta al sole, diviene sentiero in leggera salita con delle interessanti panoramiche di valli a sinistra. Tra boschi e cielo passerai per la località tre croci, così chiamata per ricordare tre lavoratori pendolari che rientrando verso l’abitato vennero sorpresi da una tormenta di neve, perdendo la vita per il freddo. Un momento di raccoglimento e la vegetazione di lì a poco ti regalerà una finestra privilegiata sul lago del Brugneto, una distesa turchese che è la principale fonte di acqua dolce del genovese.

L’ultima salita della giornata è quella più frequentata, poiché itinerario di tanti escursionisti giornalieri. Il Monte Antola, che dà il nome all’omonimo parco, svetta sul panorama circostante coi suoi 1597 mt ed è una meta tra le preferite degli appassionati di montagna genovesi. Non è ancora tempo di rilassarsi troppo, mancano ancora tre ore di cammino. Comincia una lunga discesa, la prima parte interamente nel bosco, segui il profumo del verde mescolato a quello distante di un vento salato, ti condurrà a sentieri aperti dove potrai perdere lo sguardo verso il mare in lontananza.

Discesa
Monte Carmo
Verso Carrega

La discesa riprende tosta, l’attenzione deve mantenersi alta perché comincia un tracciato sassoso, che a fine giornata maltratta i piedi già provati dai 20 km percorsi. Incontrerai un punto panoramico con panchina tattica, per goderti qualche minuto di riposo. Cominciano a vedersi dei caseggiati, panni stesi, qualche auto parcheggiata e dei bambini sulle bici rotellate a fare da cornice. Arrivati a Donetta, frazione della tua metà di oggi, imbocca il sentiero finale nella vegetazione, un ultimo sforzo e in una mezz’ora abbondante giungerai finalmente alla bella Torriglia.

Lago del Brugneto

Torriglia

Palazzo in paese
Albergo della Posta

La bella di Torriglia tutti la vogliono ma nessuna la piglia. La filastrocca tramandata nei decenni racconta (forse) la storia di Rosa Garavaglia, ambita da molti spasimanti per la sua avvenenza ma restia alla concessione per l’indole indipendente o per qualche lato oscuro che il tempo alimenta. Un bel ritratto della protagonista è stato dipinto nella piazza Fieschi. Il borgo è davvero piacevole, una strada principale, alcune piccole vie che disegnano il centro e la chiesa parrocchiale di Sant’Onorato di Arles che troneggia sulle basse abitazioni. Il territorio di Torriglia è ampio e compreso nel parco dell’Antola. Pochi gli abitanti rimasti, circa duemila, per un paese che d’estate si ripopola; Torriglia (769mlsm), storicamente è meta delle vacanze dei genovesi amanti della collina tranquilla. La linea ferroviaria che la collegava al capoluogo è una delle più antiche d’Italia.

3°tappa –Torriglia – Uscio (21km – 8 ore +620mt -1300mt)

Cominciamo la terza giornata col rifornimento al mini market del paese (due ottimi panini alla curcuma imbottiti al momento) per riprendere il cammino sulla strada provinciale in leggera salita per uscire dal paese. Passerai una galleria per imboccare il sentiero a destra in salita, al principio un po’ di vegetazione per poi aprirsi, percorrerai dei sali e scendi morbidi con a sinistra una spettacolare vista sulla distesa blu.

I cartelli da seguire sono prima contrassegnati con AVML (alta via dei monti liguri) e poi VM (via del mare). Dopo un lungo tratto in cresta con vista, percorrerai una discesa leggera nel bosco che ti darà un po’ di sollievo dal caldo in una giornata di sole, e alcuni punti ombreggiati per uno spuntino. La discesa termina nel territorio di Lumarzo, noi ci siamo un po’ disorientati qui, ti troverai in un parcheggio con una strada asfaltata che non si capisce in quale direzione prendere.

Verso Lumarzo
Sentiero in Cresta

Vai verso sinistra, prendi il sentiero che lascia la vallata con l’orizzonte marittimo sulla sinistra, la vegetazione anche se un po’ rada ripara dal sole. Poco dopo giungerai all’abitato di Bargagli, il percorso taglia il paese intento nella propria vita, abituata al passaggio dei camminatori. Dopo il monumento degli alpini, comincia una breve discesa che porta alla strada asfaltata, prosegui fino ad incontrare un bar trattoria. Proprio a fianco prendi il sentiero seguendo la VM.

Il percorso sale deciso, si tratta dell’unico tratto del cammino un po’ esposto, nulla di proibitivo, con un po’ di attenzione arriverai in una mezz’ora al Colle de Badò. Qui abbiamo incontrato un vento forte, si tratta di un ottimo posto per fare una pausa se trovi riparo da aria e sole. Vai verso destra seguendo il percorso in cresta verso Case Becco. Sbucherai su una strada statale che ahimè dovrai percorrere per un lungo tratto (si potrebbe rivedere questo pezzo di cammino), non ti far distrarre dal mare sempre più vicino.

Salita al Colle de Badò
Verso Case Becco
La strada percorsa

L’asfalto dura una buona oretta, segui i cartelli per Uscio fino ad incrociare sulla sinistra l’indicazione della via del mare che si addentra su strade bianche molto più sicure per camminare. Venti minuti nel verde per raggiungere la chiesa del paese con relativa fontana. Anche la terza tappa è andata. 

Obiettivo

Tappa 4 – Uscio – Camogli (22km – 6ore +210mt – 650mt)

Colazione e ripartenza per uscire da Uscio, percorri la strada asfaltata verso destra seguendo sempre i cartelli VM. La strada sale lineare e costante tornando indietro, ti troverai sotto a destra l’abitato appena lasciato e la provinciale percorsa poco prima. Arriverai alla Colonia Arnaldi, centro benessere molto strutturato e ben tenuto. Anche se l’idea del relax ozioso balena nella mente, la missione di oggi è un’altra.

Colonia Arnaldi
Sempre più vicino

Dopo un breve tratto di asfalto si torna su un sentiero morbido e in mezzo alla vegetazione, la vista del mare è ormai costante e sempre più tangibile. Il sentiero è battuto, molti liguri camminano su questo percorso in cerca di spiazzi attrezzati per un pranzo all’aperto, noi abbiamo fatto questa tappa nel giorno di pasquetta e il “traffico” è stato intenso. Passerai prima il passo Spinarola e poi del Gallo, qui potrai osservare verso sinistra Rapallo e dalla parte opposta Recco.

Sei sul monte Orsena (615mt), verso la cui sommità parte una scalinata lunga che conduce al santuario di Caravaggio, meta pellegrina con panoramica notevole. Il sentiero prosegue nel bosco, troverai il bivio segnalato che conduce da una parte a Ruta di Camogli e dall’altra a Recco. Segui i due cerchi rossi che indicano il trekking dal centro di Ruta al santuario. Comincia una discesa sassosa impegnativa, ormai ci siamo le gambe andranno da sole.

Passo del Gallo
Sul Monte Orsena

Sbucando sull’abitato ti troverai di fronte la chiesa millenaria del sacro Cuore, luogo di culto risalente al XIII secolo ritratto dello stile romanico. Qui le indicazioni della Via del Mare proseguono per condurti a Portofino, se come noi hai scelto come termine della via Camogli, prendi l’Aurelia a destra e percorrila fino all’abitato. Arrivare al mare questa volta avrà tutt’altro sapore, la salsedine rimembrerà tutto il viaggio.

Camogli

Varianti

Se il punto di partenza è più che conclamato, la Via del Sale prevede una varietà di percorsi diversi in base alla scelta della meta finale. Prime due tappe sono valide per ogni variante, il terzo giorno alcuni concludono il cammino facendo una lunga tappa (28km circa) per arrivare a Recco o a Sori. Aggiungendo un giorno potrai giungere a Camogli o proseguire ancora per qualche chilometro per arrivare a Portofino.

Preparazione fisica

Sulla via del sale ci sono dei dislivelli impegnativi, soprattutto nella prima giornata. Il cammino è adatto a molti ma non proprio a tutti. Se siete sportivi non avrete problemi, dovete avere chiaro cosa vuol dire camminare per 20 km e più al giorno, farlo in salita (e discesa) su terreni non carezza piedi.

Se siete a digiuno di attività fisica provate qualche percorso, possibilmente in mezzo alla natura vicino a casa, testate la gamba e abituatela ai chilometri.

Non serve un allenamento per competere in un iron man ma un po’ di propensione alla fatica, aumentate la soglia di resistenza e il fiato, e lavorate sulla perseveranza: questi percorsi si compiono in larga scala grazie alla motivazione e alla voglia di farcela. Ti assicuro che diventerà dipendenza.

Camogli

Curiosità e pillole

  • I Canestrelli di Torriglia, fiore all’occhiello del paese e di una regione intera, sono dei biscotti dolci tanto semplici quanto buoni. Eccone una Ricetta.
  • Salario parola di origine latina che deriva proprio dal sale. I soldati dell’antica Roma venivano spesso retribuiti col prezioso bene, utile per la conservazione del cibo.
  • I Camogliesi sono dei dolci tipici di Camogli realizzati nel 1970 dal pasticcere Giacomo Revello. Sono dei biscotti alla crema o mandorlati, dei quali la variante più apprezzata è quella al rhum.
  • LaBagna Cauda è una ricetta del basso Piemonte che ha come ingrediente principale le acciughe. La storia vuole che il pesce giungeva nei territori sabaudi proprio grazie alle rotte commerciali istituite per trasporto e il commercio del sale.

Link Utili

Spiaggia di Camogli

Quattro giorni percorsi tra una Natura selvatica e burbera, attraversando un territorio ricco di scorci segna ricordi e di storia. Quattro province attraversate in pochi chilometri che ti faranno toccare con mano l’esistenza effimera di un confine, la consapevolezza che tutti abbiamo i propri luoghi del cuore, che chi passa per conoscere va accolto come un ospite gradito. La Via del Sale parla di mare e di monti, settanta abbondanti chilometri da godersi a pieno, gustando le prelibatezze del territorio, osservando dei luoghi che non vedresti mai se non camminando, cercando di carpire un po’ delle vite in altri contesti rispetto al proprio. Arricchirsi e migliorarsi, guardare da un’altra prospettiva, un processo per me necessario, rammentando che non è l’arrivo il piacere più grande ma il viaggio.

Buon cammino


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